Perché provare a sistemare tutto da sola ti fa restare ferma

Hai presente quella sensazione di voler far quadrare tutto, e più ci provi, più ti incastri?

È la trappola più comune quando lavori in autonomia: credere che, con un po’ di impegno in più, riuscirai a sistemare tutto da sola. E in effetti, finora, ha sempre funzionato così.

Ma a un certo punto, quella forza diventa un limite. Perché un sistema, quando lo stai vivendo da dentro, non si aggiusta. Si mantiene, spesso nel suo stesso disequilibrio.

Quando il fare diventa il tuo filtro

Da dentro, ogni problema sembra tecnico: un flusso che non funziona, un contenuto che non converte, un processo da ottimizzare. Il che ti porta a pensare solo a come sistemarlo, nel modo più veloce e indolore possibile.

Ma più provi a farlo, più ti accorgi che il nodo non è lì: non nel task o nel tool, ma nel modo in cui lo stai guardando. Da dentro migliori i pezzi, ma non la direzione.

Il mio punto cieco (e cosa mi ha insegnato)

Per me, questo si è manifestato nella creazione dei contenuti. Non ho mai fatto mistero del fatto che è una delle parti che più mi sfidano del mio lavoro.

Passavo ore a cercare di trovare la quadra tra ciò che volevo dire e come dirlo in modo coerente con la mia strategia.

Ogni volta che cercavo di migliorare, finivo in un labirinto:

analizzavo, riscrivevo, cancellavo, riaprivo 🔁

Sapevo esattamente cosa non funzionava, ma non riuscivo a capire da dove partire per cambiarlo.

E più cercavo di risolverlo da sola, più mi sembrava di peggiorare la situazione.

Poi ho capito che stavo cercando di risolvere il problema con la stessa logica che l’aveva creato.
E da lì non poteva nascere niente di nuovo.

Il momento in cui ho cambiato lente

A un certo punto, ho smesso di provarci. Non mi sono arresa (sono pur sempre un capricorno ♑), ma ho deciso di lasciare entrare uno sguardo esterno.

Mi sono affidata a una professionista con una competenza che io non ho: la strategia dei contenuti.

E già nella fase iniziale — quella in cui mi faceva domande, raccoglieva informazioni, osservava le connessioni — mi sono resa conto di quanto fossi abituata a “reggere” tutto, invece che guardarlo.

Quella distanza ha cambiato tutto: non solo i miei contenuti, ma il modo in cui li penso.

Mi ha tolto il peso di dover avere tutte le risposte, e mi ha ricordato che non serve capire tutto, serve solo guardare con la lente giusta.

Essere freelance o imprenditrice ti spinge a diventare risolutiva. Fai tanto e devi imparare in fretta. Ma a volte, quella stessa indipendenza diventa una gabbia invisibile. Ti convince che “puoi farcela da sola” anche quando non dovresti. Ti tiene dentro ai tuoi stessi schemi operativi.

E più ci resti dentro, più diventa difficile capire dove il sistema ha perso equilibrio.

Guardare da fuori non è un lusso, è un metodo

Questa esperienza mi ha ricordato una cosa che vale per ogni parte del business:

nessun sistema si corregge dall’interno.

Guardare da fuori significa recuperare orientamento: l’unico modo per distinguere cosa funziona, cosa no, e come far ripartire quegli aspetti che si sono inceppati.

Se senti che stai facendo tanto ma il sistema non risponde più, se ogni miglioramento ti sembra solo un altro cerotto, forse ti serve una lente diversa.

Il 26 gennaio 2026 alle 17 terrò il webinar gratuitoTrasforma un business che ti pesa in uno che ti sostiene”, che ti aiuterà a scoprire come guardare il tuo business da fuori prima di provare a sistemarlo.

Non serve cambiare tutto. Serve solo smettere di farlo da dentro. E quando inizi a farlo, scopri che la chiarezza pesa molto meno dello sforzo.

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Se sai dove il tuo business si inceppa, perché non riesci a sbloccarlo?